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Firenze, 24 novembre 2012
Ricordo del Gran Maestro Domizio Torrigiani nell’80esimo anniversario della scomparsa
Sabato 24 novembre si terrà, presso le sale dell’antica Biblioteca delle Oblate di Firenze, un Convegno sulla figura e l’opera dell’ultimo Gran Maestro dell’età liberale dal titolo ‘Domizio Torrigiani il Gran Maestro e la massoneria italiana tra Giolitti e Mussolini’. II convegno, di carattere storico, metterà in luce l’impegno del Gran Maestro Torrigiani che suo malgrado si vide costretto a sciogliere l’Obbedienza e fu tradotto al confino. L’iniziativa, di notevole spessore culturale, è nata da una collaborazione con l’Istituto Storico della Resistenza e il Collegio Circoscrizionale dei Maestri Venerabili della Toscana.

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Pistoia, 10 Maggio 2013
In ricordo del Fratello Filippo Pacini

FILIPPO PACINI: GRANDE SCIENZIATO E … MASSONE

di Paolo Baldassarri – Presidente del Conservatorio di S. Giovanni Battista

Come è noto Filippo Pacini nacque a Pistoia (25 maggio 1812) e morì a Firenze (9 luglio 1883). Per questo Pistoia lo ha commemorato lo scorso anno (bicentenario della nascita) con varie attività e con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali e della Regione Toscana.

Da giovane Pacini entrò in seminario e poi frequentò il Liceo Classico così da accedere, a 18 anni, alla scuola Medica che esisteva allora nel nostro Ospedale del Ceppo. Ancora, all’inizio degli studi medici (1835) identificò i corpuscoli tattili, detti poi, dopo molto tempo, corpuscoli del Pacini. Dopo i primi anni di studi si trasferì all’ università di Pisa dove si laureò in Medicina prima e chirurgia l’anno dopo assumendo l’incarico di dissertore di Anatomia comparata, ovvero aiuto del docente cattedratico. Nella sua vita accademica subì molti contrasti che qui non sto ad accennare ma che alla fine furono quasi tutti risolti con soddisfazione del Pacini e della scienza medica in generale. Tuttavia lo scienziato non ebbe tutto quello che meritava. Basti pensare che gli furono negati diversi riconoscimenti e nel 1881 non gli fu concesso il premio dei Lincei per le scienze biologiche cui teneva molto anche per motivi economici. Morì povero a Firenze e solo dopo la sua morte i suoi meriti vennero riconosciuti, anche dai suoi detrattori in vita, con ipocrite manifestazioni di cordoglio e altrettante di stima che lui, vivo, certamente avrebbe rifiutato. Comunque il celebre anatomista patologo vide e disegnò  per primo il vibrione che nel 1884 fu descritto da Robert Koch come l’agente patogeno del colera. Fin qui tutte cose che sappiamo di Filippo Pacini, ma c’è un particolare della sua vita che pochi conoscono e cioè che il Pacini, come molti medici e personalità di allora, era iscritto alla Massoneria (che come sappiamo è una associazione o meglio istituzione iniziatica e di fratellanza a base etica e morale) fino dall’anno 1862 e la Loggia di appartenenza era la Loggia Concordia all’Oriente di Firenze. Questa Loggia, istituita nel 1861,si era rivelata, all’epoca, luogo di attrazione per esponenti dei più diversi ceti sociali: possidenti, liberi professionisti, impiegati, artigiani e artisti. Spiccava anzitutto la qualificata rappresentanza del mondo medico, guidata da Carlo Bucci, chirurgo illustre, dal 1865 senatore e dal 1871 presidente del Consiglio superiore di Sanità del Regno d’Italia. Si erano poi iscritti, tra gli altri, Giacomo Castelnuovo, nel 1860 nominato medico onorario e consulente di Vittorio Emanuele II e il nostro Filippo Pacini. Ad essi si sarebbe unito nel luglio 1863 altra celebrità medica del tempo, Ferdinando Zanetti, il chirurgo patriota che nel 1862 estrasse la pallottola dalla gamba di Garibaldi ferito in Aspromonte. Da mie ricerche risulta che Filippo Pacini, il cui ritratto ha vissuto assieme a me nell’ufficio di Presidenza per quasi trenta anni durante la mia dirigenza dell’Istituto Tecnico che prende appunto il suo nome e che con il suo nome fu fondato nel 1917, ebbe una “carriera” massonica di rilievo: iniziato “apprendista” nel 1862, fu promosso “compagno” e poi “maestro” nello stesso anno. Altra nota importante da segnalare è questa: in quegli anni i massoni erano più che mai anticlericali ma Filippo Pacini, alla sua morte, volle e ottenne il funerale religioso. Nell’anno 1935 la salma fu trasferita insieme con quelle di altri illustri anatomici pistoiesi, tra i quali Filippo Civinini e Atto Tigri, nella Chiesa di Santa Maria delle Grazie, alias Chiesa della Madonna del Letto, dove riposa ancora vicino alla Scuola Medica della sua città che lo vide nascere.

Bibliografia essenziale:

- F. Conti: FIRENZE MASSONICA ed Polistampe Firenze 2012

- L. Castaldi: Tre illustri anatomisti pistoiesi: Filippi Pacini, Filippo Civinini, Atto Tigri. Pistoia 1924

- G.C. Niccolai: In memoria di Filippo Pacini nel 50 della Accademia Medica Pistoiese. Pistoia 1978

- L. Castaldi: Filippo Pacini nel 50° della morte, Pistoia 1933